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Bertinoro
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Ovadyah Yare

Conosciuto anche come il Gran Bertinoro

È considerato la massima gloria letteraria ebraica, reso immortale per il suo commento alla Misnà, raccolta di leggi religiose e civili che vengono studiate ogni giorno in tutto il mondo ebraico. Nacque a Bertinoro verso il 1450, probabilmente da Abramo fu Salomone, il quale gestiva un banco di prestito nella zona di via Mainardi. Qui compì i primi studi e scrisse i primi lavori.

Nel 1487 lasciò il nostro paese e si recò in Palestina per raggiungere Gerusalemme, dove morì nell'anno 1500. Venne sepolto ai piedi del Monte degli Ulivi e sulla sua tomba è scritto: Ovadyah, il Gran Bertinoro.

Rabbi Ovadià (che significa “servitore di Hashèm) figlio di Abram di Salomone era davvero bravo. Glielo si leggeva in faccia, al momento del suo bar mitzvah: davanti all’aron a-qodesh, prese il rotolo delle Torah e lesse la parasha con un andamento solenne, in una lingua antica nella quale risuonava la storia del primo popolo. La pronuncia era appena segnata dall’inflessione romagnola, alla quale rimase comunque attaccato per tutta la vita, tanto da farsi chiamare (e firmare le opere più importanti) con il nome di Bartenura, evidente traslitterazione del dialettale Bartnora. Incamminandosi per la sale del Museo Interreligioso, dove è ricostruita la sinagoga di Bertinoro e l’interno di una casa ebraica, sembra ancora di sentire la sua voce: calma, profonda, severa, come quando predicava agli ebrei di Palermo, che gli tagliavano i lembi del tallit di nascosto, trattandolo quasi come se fosse un santo dei gentili. Oppure, sembra di sentirlo ancora ridere di buon cuore, come quando arrivò ad Alessandria d’Egitto e trascorse una cena di shabbat nell’allegra compagnia delle malvasie candiotte. E ancora la sua voce che scivola sulle illustrazioni delle haggadot, mentre i bambini nella notte di Pasqua a dormire non ci vogliono andare. Infine le sue lacrime, quando arriva a Gerusalemme: sì, hai capito bene, le lacrime, perché Ovadyah era un romagnolo duro, sapeva bene che si può piangere solo quando realizzi il sogno di una vita.

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