Primogenito di una nobile e antica famiglia, una delle dodici legate alla celebre Colonna dell’Ospitalità di Bertinoro, Ermete Novelli è considerato uno dei maggiori maestri dell’arte drammatica italiana tra Ottocento e Novecento.
Debuttò in teatro in giovanissima età, dimostrando fin da subito un talento fuori dal comune. La sua recitazione, innovativa per l’epoca, si distingueva per il rigore psicologico, l’attenzione alla parola e una profonda verità espressiva, anticipando forme di recitazione più moderne. Fu interprete raffinato di un vasto repertorio, che spaziava da Goldoni a Shakespeare, da Alfieri al dramma borghese contemporaneo.
Attore colto e studioso, Novelli fu anche capocomico e organizzatore teatrale. Nel 1900 fondò a Roma la Casa Goldoni presso il Teatro Valle, primo esempio di teatro stabile in Italia, con l’obiettivo di elevare il teatro a istituzione culturale permanente e sottrarlo alla precarietà delle compagnie itineranti.
La sua fama superò i confini nazionali: compì numerose tournée all’estero, contribuendo alla diffusione del teatro italiano in Europa e nelle Americhe. Negli ultimi anni si avvicinò anche al cinema muto, riconoscendone le potenzialità artistiche come nuovo mezzo espressivo.
Nel 1902 fece ritorno a Bertinoro, dove scrisse “Foglietti sparsi narranti la mia vita", opera autobiografica pubblicata postuma, preziosa testimonianza della sua visione del teatro e della vita d’attore. In città fece costruire un grande teatro, purtroppo distrutto durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Alcuni suoi cimeli e materiali commemorativi sono oggi conservati presso il Palazzo Comunale.
Di fronte alla sua casa a Bertinoro, un busto ne perpetua la memoria. A lui è dedicato il Premio Ermete Novelli, istituito nel 2002 e assegnato con cadenza biennale, a testimonianza dell’eredità artistica e culturale lasciata alla storia del teatro italiano.
