La Campana dell'Albana fa il suo ingresso a Bertinoro il 3 settembre 1989, dopo due anni di intenso lavoro dell'artista Guerrino Bardeggia. Nel 1987, infatti, il Comune di Bertinoro e il Tribunato dei Vini di Romagna avevano affidato all’artigiano l'incarico di realizzare una campana celebrativa. L’opera è dedicata alla tradizione vinicola di Bertinoro e della Romagna e all'Albana, primo vino bianco d'Italia, che in quell'anno ricevette il riconoscimento D.O.C.G. (denominazione, origine e controllo garantito).
La collocazione iniziale della Campana dell'Albana era stata la Torre dell'Orologio, accanto al Comune. Tuttavia in questo modo veniva sottratta al pubblico la possibilità di osservare gli altorilievi che la fregiano: nel 1994 fu quindi creata una struttura adeguata che fu posta finalmente sul Balcone della Romagna. A sostenerla, ora chiunque può ammirarla e suonarla. Una volta all'anno, però, i suoi rintocchi diventano per Bertinoro l'annuncio dell'inizio della raccolta dell'uva, segnando l’inizio della vendemmia.
All’Albana è legata una celebre leggenda sull’origine del nome di Bertinoro.
Siamo intorno al 424 d.C., quando Galla Placidia, vedova dell’imperatore Costanzo III (famosa anche per il Mausoleo a lei dedicato a Ravenna), assume la reggenza dell’Impero Romano d’Occidente in nome del figlio Valentiniano III, allora di soli sei anni.
Ravenna è la capitale dell’Impero e Bertinoro rientra nei territori sotto il suo controllo diretto. Secondo la tradizione locale, Galla Placidia desiderava conoscere i luoghi che governava e durante un caldo giorno d’estate, il suo convoglio si ferma per cercare ristoro proprio nelle nostre colline.
Un contadino, semplice e modesto, offrì del vino Albana in un coccio di terracotta. L’imperatrice ne rimane immediatamente colpita: il profumo e il sapore del vino la entusiasmano così tanto che pronuncia la frase che, secondo la leggenda, avrebbe dato il nome alla città:
«Oh Albana, non così umilmente ti si dovrebbe bere, bensì berti in oro».
