Il Festival di Fotografia Vernacolare GU.PHO. promosso dal Comune di Guiglia conferma la sua collaborazione con il Comune di Bertinoro per una nuova edizione sul Balcone di Romagna.
La valigia della Benilde è il titolo della mostra che sarà inaugurata presso il Palazzo Comunale di Bertinoro alle ore 20:00. Per tale occasione, oltre ai curatori della mostra, interverrà l'Assessora Regionale alla Cultura Gessica Allegni.
A seguire, brindisi di ringraziamento e conferimento da parte dell'amministrazione comunale degli attestati di merito alle famiglie, ai locali e alle associazioni che si sono rese disponibili e hanno accolto ospiti e visitatori durante la Festa dell'Ospitalità 2025.
Il progetto.
Si tratta di un’installazione nata dalla riflessione di Sergio Smerieri sulla memoria ricostruita attraverso le immagini del passato di un luogo, un’idea che si porta dietro un processo e una pratica tipica della fotografia vernacolare: il recupero e l’attivazione di segni e significati in disuso. L’installazione comunica il valore della riappropriazione della memoria personale per farne memoria collettiva.
«Tutte le immagini scompariranno. Non ci saranno più facce né parole, né giorni. Lei cercherà di salvare qualcosa da questo tempo che scompare. Qualcosa di indifferenziato e comune, come una polvere sospesa, qualcosa di cui non si sa cosa fare ma che costituisce il legame tra lei e il mondo, tra lei e gli altri.» Annie Ernaux, Gli anni
Il racconto.
Tra le vecchie cose della appena defunta signora Zoli, uno svuota cantine trova una vecchia valigia con dentro alcune cartoline, un vestitino, un crocifisso senza croce e senza un braccio e un vecchio disco di un complesso liscio romagnolo. È una strana combinazione, ma lo svuota cantine è abituato a ricostruire le storie delle persone attraverso i loro oggetti, a immaginare fuori dagli schemi e ad afferrare i legami tra le cose. Fa con gli oggetti quello che fa la fotografia con l’immagine delle persone: indaga, scruta, va oltre l’apparenza, scopre segreti.
Ma stavolta è complicato. Vada per il disco – ha sentito dire che la sorella della Zoli è stata una cantante, ma di lei non sa nient’altro – ma il vestitino a chi è appartenuto? La Zoli non ha avuto figli. E la valigia? E perché conservare un cristo tutto rotto, quando se ne può avere facilmente un altro intero? Quali significati sfuggenti hanno questi oggetti e che storie raccontano?
Nel suo monologo lo svuota cantine cerca di capirne di più mettendo insieme le poche informazioni parziali che ha a disposizione. Sa che i Zoli erano fuggiti da Bertinoro in Francia poco prima della Seconda guerra mondiale per motivi politici, ma che poi sono tornati. Tutti? Della sorella cantante ha sempre e solo sentito dire che “abitava lontano”.
Più lo svuota cantine ci pensa, più i possibili significati gli sfuggono. Forse il suo modo postumo di venire a sapere tutto dei segreti delle persone non è poi così scientifico. Si è abituato a dare per scontato che gli oggetti siano sempre lì per un motivo: ma non potrebbe anche essere un caso? Quella valigia ora è qui.
La mostra sarà visitabile durante gli orari di apertura degli uffici comunali
Lun - Ven | 9:00- 14:00 • Mar - Gio | anche dalle 15:00 alle 18:00.
La mostra di fotografia vernacolare è curata da Giorgia Padovani e Sergio Smerieri.
Per maggiori informazioni: https://gupho.art/
